Osservatorio Incendi Report 2025

Innovazione digitale, partecipazione civica e governance integrata per la prevenzione e la gestione sostenibile del rischio incendi.

Osservatorio Incendi: Un approccio innovativo alla lotta contro gli incendi boschivi in Sicilia

L’Osservatorio Incendi è un’iniziativa di Fenice Verde volta a migliorare la prevenzione e la gestione degli incendi boschivi in Sicilia tramite una piattaforma digitale interattiva che coinvolge attivamente cittadini, associazioni e istituzioni. Attivo da giugno 2025 e sostenuto da Sicily Environment Fund, con il patrocinio dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente e della Protezione Civile della Regione Sicilia (DRPC). Il progetto pilota ha interessato i Comuni di Carlentini e San Mauro Castelverde, dove sono stati pubblicati i dati per i catasti provvisori con cartografie digitali e attivato un sistema per le osservazioni interattive da parte dei cittadini, e ha coinvolto decine di associazioni che si sono unite in una rete antincendio.

Fenice Verde è parte della Rete europea di Citizen Science (https://eu-citizen.science/) e in questo contesto nasce  L’Osservatorio Incendi come un progetto di citizen science che è entrato a far parte del network europeo di Citizen Observatories Citi-Obs (https://citiobs.eu/). La sua valenza innovativa risiede nel coinvolgimento attivo dei cittadini nella raccolta dati e nel monitoraggio degli incendi boschivi, promuovendo una sorveglianza capillare e tempestiva del territorio. I risultati dell’Osservatorio saranno presentati durante la Conferenza Europea di Citizen Science di marzo a Oulu (https://www.ecsa2026.ngo/), confermando il ruolo di questa iniziativa come modello innovativo per la gestione partecipativa degli incendi boschivi.

I risultati del primo anno di attivita’

Dal maggio al dicembre 2025, l’Osservatorio Incendi ha portato a termine la fase pilota del progetto, realizzata nei Comuni di Carlentini e San Mauro Castelverde, dimostrando la validità di un modello partecipativo di monitoraggio e prevenzione degli incendi boschivi in Sicilia.

L’iniziativa ha consentito di validare un modello operativo innovativo, fondato sulla collaborazione tra istituzioni e cittadini secondo i principi della Citizen Science, per il monitoraggio e la prevenzione degli incendi boschivi in Sicilia. Attraverso la piattaforma digitale sperimentata sono stati raccolti dati utili alla redazione del Catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, gestite segnalazioni di incendi e potenziali inneschi e avviata una mappatura delle reti associative attive sul territorio. I risultati conseguiti attestano la solidità metodologica e l’efficacia di un approccio partecipativo nella costruzione di sistemi informativi ambientali condivisi. Con la conclusione del progetto pilota il 3 dicembre 2025, l’Osservatorio Incendi entra in una nuova fase di ampliamento, estendendo la propria portata a livello regionale e rafforzando il coordinamento interistituzionale e civico per la tutela e la gestione sostenibile del territorio siciliano.

 

Criticità strutturali nella gestione degli incendi in Sicilia

Il progetto ha messo in luce criticità strutturali nella gestione degli incendi in Sicilia. La legge 353/2000 richiede l’aggiornamento annuale del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, ma i Comuni spesso mancano di risorse finanziarie e personale qualificato, e gli uffici tecnici mostrano livelli variabili di competenza digitale. Questo comporta ritardi significativi nella produzione del catasto e una sua pubblicazione poco accessibile per i cittadini, con conseguente scarsa partecipazione civica e limitata trasparenza. Inoltre, la pubblicazione tardiva, la difficoltà di accesso agli elenchi provvisori e l’assenza di procedure chiare per le osservazioni limitano l’effettivo coinvolgimento della società civile. La mancanza di una cartografia digitale centralizzata accessibile ai non tecnici aggrava il problema, mentre i ritardi negli interventi sostitutivi regionali nei confronti dei Comuni inadempienti rallentano ulteriormente il processo.

Le proposte

Per superare queste criticità, l’Osservatorio propone una digitalizzazione integrale e una maggiore accessibilità del catasto, accompagnate da una comunicazione efficace e da procedure semplificate per favorire la partecipazione attiva dei cittadini. Si sottolinea l’importanza della citizen science, resa possibile da piattaforme interoperabili basate sulle direttiva europea UE 2019/1024 sull’Open Data e sul regolamento UE 2024/903 ‘Interoperable Europe Act’, che favoriscono la raccolta, condivisione e riutilizzo di dati aperti e accessibili. La creazione di mappature in tempo reale, integrate da dati satellitari, rilievi ufficiali e segnalazioni dirette della comunità, consentirebbe di prevenire abusi e speculazioni sulle aree incendiate e di migliorare la tempestività di intervento.

Un sistema informativo regionale centralizzato dovrebbe raccogliere tutte le informazioni provenienti da diverse fonti, tra cui il Sistema Informativo Forestale, la Protezione Civile e il Corpo Forestale, rendendole liberamente consultabili e utilizzabili per garantire trasparenza e partecipazione.

Osservatori dei cittadini, per integrare questi dati ufficiali con informazioni da altre fonti, dati satellitari in primis, e segnalazioni dei cittadini. Osservatori che pubblichino studi e mappature aggiornate, diffondano la cultura dell’uso del territorio e delle corrette pratiche, che facilitino il dialogo tra cittadini e istituzioni per una governance più partecipata ed efficace.

La Guardiania del territorio, rafforzata da protocolli d’intesa istituzionali e assicurazioni a tutela dei volontari. Guardiania riconosciuta come un presidio fondamentale per la prevenzione degli incendi.

Infine, la diffusione di buone pratiche agricole promossa come strumento essenziale per ridurre gli incendi colposi, con Osservatori dei cittadini che assumano anche un ruolo educativo, supportando comunità e agricoltori nell’adozione di comportamenti corretti e sostenibili.

L’Osservatorio Incendi si configura quindi come un modello innovativo e integrato, in cui tecnologia, partecipazione civica, formazione e collaborazione istituzionale si combinano per affrontare in modo efficace e condiviso l’emergenza degli incendi boschivi in Sicilia.

Il contesto normativo

La Legge 353/2000

La Legge 21 novembre 2000, n. 353, nota come Legge-quadro in materia di incendi boschivi, rappresenta il principale strumento normativo italiano volto a disciplinare la prevenzione, il controllo e la lotta contro gli incendi che interessano il patrimonio boschivo nazionale. Questa legge istituisce un quadro organico di azioni coordinate tra enti pubblici, come il Corpo Forestale dello Stato, i Vigili del Fuoco e le Regioni, definendo ruoli e responsabilità per garantire un’efficace gestione delle emergenze incendi. Essa pone particolare attenzione alla tutela del patrimonio ambientale, alla salvaguardia della biodiversità e alla riduzione del rischio per le persone e i beni, promuovendo interventi di prevenzione, monitoraggio, intervento e ripristino delle aree danneggiate. Inoltre, la legge prevede strumenti per la partecipazione dei cittadini e sanzioni per chi provoca incendi dolosi o colposi, riconoscendo l’importanza di un approccio integrato e collaborativo per la gestione sostenibile del territorio boschivo.

La Legge 21 novembre 2000, n. 353, nota come Legge-quadro in materia di incendi boschivi, è stata recepita e integrata nella normativa della Regione Siciliana, riconoscendo e rafforzando il ruolo strategico di questa normativa nazionale nel contesto regionale. In particolare, la Regione Sicilia ha adottato, in conformità all’articolo 3 della legge 353/2000, il Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi (Piano AIB). Questo piano, di durata triennale ma aggiornato annualmente, è lo strumento fondamentale per definire le strategie operative e di gestione del rischio incendi sul territorio siciliano, includendo anche la tutela di aree protette, siti di importanza comunitaria (SIC), zone di protezione speciale (ZPS) e zone speciali di conservazione (ZCS).

 

I miglioramenti con la Legge 155/2021

La Legge 8 novembre 2021, n. 155, che ha convertito con modificazioni il Decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, ha rappresentato un significativo miglioramento e aggiornamento della Legge-quadro 353/2000 in materia di incendi boschivi. Questo intervento normativo è nato in risposta alla grave emergenza incendi boschivi dell’estate 2021, particolarmente drammatica in alcune regioni del Sud Italia, tra cui la Sicilia.

La legge 155/2021 rafforza il coordinamento tra le varie componenti statali coinvolte nella prevenzione e nella lotta attiva agli incendi, introducendo un Piano nazionale triennale per il potenziamento delle risorse umane, tecnologiche, aeree e terrestri destinato a migliorare l’efficacia operativa. 

Dal punto di vista sanzionatorio, la legge ha inasprito le pene previste per il reato di incendio boschivo, introducendo anche la confisca dei beni derivanti dal reato, con l’intento di aumentare la deterrenza. 

L’articolo 3 della legge stabilisce misure per accelerare l’aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco. Nel dettaglio, il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri e i Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano devono rilevare le aree percorse dal fuoco entro quarantacinque giorni dall’estinzione dell’incendio e rendere gli aggiornamenti disponibili, non oltre il 1° aprile di ogni anno, alle regioni e ai comuni interessati su supporto digitale. Questi aggiornamenti sono pubblicati contestualmente sui siti istituzionali, e per i nuovi soprassuoli percorsi dal fuoco viene applicata immediatamente e in modo provvisorio la disciplina di divieti, prescrizioni e sanzioni previsti dalla legge 353/2000 fino all’adeguamento definitivo dei comuni interessati.

Il ruolo dei Comuni

I Comuni, secondo quanto previsto dall’articolo 3 della Legge 155/2021, hanno il compito di collaborare attivamente nella gestione post-incendio del territorio. Dopo che le autorità competenti hanno rilevato le superfici percorse dal fuoco e reso disponibili gli aggiornamenti digitali entro il 1° aprile, i Comuni devono immediatamente applicare tutte le misure di protezione e divieto stabilite dalla legge sui nuovi territori interessati. In aggiunta, hanno l’obbligo di censire e approvare entro novanta giorni dalla revisione del piano regionale il catasto definitivo delle aree incendiate negli ultimi cinque anni, garantendo la massima trasparenza attraverso la pubblicazione degli elenchi e l’accoglienza di eventuali osservazioni dai cittadini. Se non adempiono a questi obblighi, la Regione può intervenire e assumere il controllo sostitutivo della gestione del catasto. In questo modo, i Comuni assumono un ruolo chiave nel preservare l’ambiente e la sicurezza pubblica, assicurando che le informazioni sulle aree incendiate siano aggiornate, accessibili e utilizzate efficacemente per prevenire nuovi rischi.

Il supporto della Regione

L’articolo, al comma 3 prevede che, in caso di inerzia dei comuni nell’approvazione del catasto definitivo e delle relative perimetrazioni entro novanta giorni dall’approvazione della revisione annuale del piano regionale, tali elenchi vengano adottati in via sostitutiva dalle Regioni, che provvedono alla pubblicazione sul loro sito istituzionale per raccogliere osservazioni.

L’Osservatorio Incendi

La crisi ambientale

La Sicilia sta vivendo una crisi significativa causata dagli incendi boschivi, che rappresentano una delle sfide ambientali più urgenti e complesse per l’isola. I dati raccolti tra il 2009 e il 2025 dal European Forest Fire Information System (EFFIS), basati sulle rilevazioni satellitari del sistema Copernicus, mostrano un quadro allarmante: la Sicilia registra un numero di incendi e di superficie bruciata molto superiore rispetto ad altre regioni italiane e del Mediterraneo con condizioni eco-climatiche simili. La maggioranza degli incendi sono di origine dolosa o colposa, evidenziando la necessità di interventi mirati e coordinati per contrastare questo fenomeno.  i>In figura la rappresentazione cumulativa di tutti gli incendi in Italia dal 2009 all’aprile 2024. Un punto rosso per ogni incendio rilevato. Elaborazione a cura di Fenice Verde, dati rilevati al sistema Copernicus dell’European Forest Fire Information System (EFFIS).  

La risposta di Fenice Verde: l’Osservatorio Incendi

Abbracciando i principi della Citizen Science, nel maggio del 2025 nasce l’Osservatorio Incendi, condotto da Fenice Verde e sostenuto da Sicily Environment Fund, con un finanziamento da Gennaio a Dicembre 2025.  Il progetto gode del patrocinio dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente e della Presidenza della Regione Sicilia – Dipartimento della Protezione Civile DRPC Sicilia. Tra le partnership operative si segnalano l’Istituto Nazionale Superiore Formazione Operativa di Protezione Civile INSFO PC, il Coordinamento Operativo Volontariato COV Sicilia, e i Comuni di Carlentini e San Mauro Castelverde, che partecipano come comuni pilota.   L’Osservatorio Incendi nasce per favorire una maggiore trasparenza e partecipazione civica, con l’obiettivo di facilitare l’integrazione tra il controllo istituzionale e il contributo attivo della comunità. 

Tre gli obiettivi principali:

  1. dimostrare che è possibile realizzare un catasto digitale dei soprassuoli incendiati, accessibile anche ai cittadini; 
  2. creare una piattaforma interattiva che permetta a cittadini e associazioni di segnalare incendi o potenziali inneschi e di inoltrare osservazioni sui catasti incendi ai Comuni; 
  3. promuovere la mappatura delle associazioni e dei gruppi informali attivi sul territorio, per favorire un coordinamento regionale finalizzato a migliorare l’efficacia delle azioni di contrasto agli incendi boschivi.

Una mappatura delle aree incendiate accessibile ai cittadini

Il progetto pilota si e’ svolto nei Comuni di Carlentini e San Mauro Castelverde. E’ stata sviluppata una piattaforma digitale per supportare i Comuni e coinvolgere cittadini e associazioni nella prevenzione e nel monitoraggio degli incendi boschivi in Sicilia. Il sistema riporta le aree percorse da fuoco in corrispondenza alle celle catastali consentendo ai cittadini di fare osservazioni interattive per complementare le informazioni, e ai Comuni di estrarre facilmente le informazioni per produrre il Catasto dei soprassuoli percorsi da Incendi e rispondere alla legge 353/2000. span style=”font-weight: 400;”> 

Una mappa interattiva per la segnalazione di incendi e potenziali inneschi

L’Osservatorio Incendi ha creato una mappa interattiva che consente a cittadini e associazioni di segnalare in modo semplice e veloce incendi o potenziali inneschi sul territorio siciliano. È possibile geolocalizzarsi o selezionare il punto esatto in cui si osserva il fuoco, quindi compilare un modulo per inviare la segnalazione. Le segnalazioni ricevute vengono validate da un esperto tecnico, che ne verifica l’attendibilità prima della pubblicazione sulla mappa interattiva. Questa funzionalità integra il monitoraggio ufficiale, permettendo un’attività di sorveglianza più capillare e tempestiva. Le segnalazioni raccolte costituiscono un nucleo importante per la redazione del successivo Catasto Incendi. La raccolta delle segnalazione non sostituisce le chiamate di emergenza. La piattaforma informa gli utenti che “Se avvisti delle fiamme o anche solo del fumo chiama il numero verde 800404040 della Sala Operativa Regionale Integrata Siciliana (SORIS) o telefona al numero di soccorso 115 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Non pensare che altri l’abbiano già fatto! Fai la tua segnalazione sull’Osservatorio Incendi solo DOPO aver avvisato le autorità. Questa mappa rappresenta uno strumento utile per aumentare la partecipazione civica e integrare la base di dati a supporto della redazione dei Catasti Incendi. Inoltre, attraverso la segnalazione dei potenziali inneschi, esiste il potenziale per un importante fattore preventivo attraverso l’istituzione di protocolli di intesa per la comunicazione tempestiva dei potenziali inneschi agli enti preposti per la loro rimozione  

La mappatura dei gruppi formali e informali attivi nel contrasto agli incendi

L’approccio alla prevenzione degli incendi boschivi adottato dall’Osservatorio Incendi si basa sul modello di Citizen Science, che valorizza il contributo attivo dei cittadini nella raccolta dati, nel monitoraggio e nella sorveglianza del territorio. Il coinvolgimento diretto della comunità è considerato essenziale per migliorare la tempestività delle segnalazioni e la qualità delle informazioni raccolte, favorendo una maggiore consapevolezza e responsabilità collettiva. In questo quadro si è inserita la scelta di mappare le associazioni e i gruppi informali presenti sul territorio siciliano, con l’obiettivo di costruire una rete coordinata capace di promuovere iniziative condivise e di rafforzare la capacità di risposta agli incendi boschivi. In quest’ottica, Fenice Verde ha promosso questa iniziativa nell’ambito dell’Osservatorio Incendi, dando vita a una rete che ha raccolto vari soggetti attivi, formalmente organizzati o spontanei, impegnati nella sorveglianza, nella prevenzione e nella tutela ambientale. Il 17 maggio 2025 si è svolto un incontro regionale che ha rappresentato un momento di confronto e consolidamento per cittadini, associazioni e istituzioni, e durante il quale è stata presentata una mappatura aggiornata di tutte le realtà coinvolte nella rete. Tra queste, figurano realtà quali il Movimento Antincendio Indipendente Alcantara (MAIA), il Collettivo Rewild Sicily, Rifai Sicilia, Muschio Ribelle, il Gruppo GIVA Lilibeum di Marsala, l’Assemblea Pubblica Basta Incendi e l’Associazione Bosco Angimbè. Questa rete rappresenta un primo passo significativo verso un coordinamento regionale più organico e una maggiore efficacia nella lotta al fenomeno degli incendi boschivi in Sicilia.

Le difficolta' emerse

Durante lo sviluppo dell’Osservatorio Incendi sono emerse numerose criticità che hanno reso evidente quanto la gestione degli incendi boschivi in Sicilia presenti complessità operative, organizzative e culturali. 

 

I limiti nei Comuni

 

Nel corso del progetto i  tecnici di Fenice Verde hanno avuto modo di confrontarsi e intervistare  numerosi tecnici a servizio di diversi uffici comunali. Se l’esperienza con i Comuni partner e’ stata positiva, facilitata dal massiccio supporto portato dal progetto, in altri contesti l’applicazione della legge 353/2000 da parte dei Comuni siciliani presenta diverse difficoltà operative. Tra le cause principali vi sono le risorse finanziarie e umane limitate, che riducono l’efficacia e la tempestività degli interventi di prevenzione e aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco. Gli uffici tecnici comunali spesso dispongono di competenze digitali modeste, rendendo complicata la produzione di cartografie digitali accessibili e aggiornate. Inoltre, l’elevato carico di lavoro e la carenza di personale nei comuni lasciano poco spazio a tali adempimenti, considerati non prioritari. La percezione diffusa negli uffici comunali è che l’aggiornamento del catasto incendi sia un’attività “nice to have”, non vista come un obbligo strategico a cui dedicare risorse dedicate. Queste difficoltà si traducono in ritardi e difficoltà nel completamento del catasto; solo circa un terzo dei Comuni riesce a completarlo nei tempi previsti, grazie a una struttura tecnica efficiente e autonoma. 

L’esperienza del progetto pilota con i Comuni di San Mauro Castelverde e Carlentini ha evidenziato le difficoltà operative significative e una scarsa disponibilità di tempo per la formazione specifica, fattori che devono essere considerati nello sviluppo di strategie di supporto per assicurare il corretto funzionamento del catasto anche in presenza di uffici tecnici poco collaborativi.

La collaborazione con i Comuni partner ha messo in evidenza che, dotandosi degli opportuni strumenti digitali e promuovendo un dialogo strutturato tra cittadini e istituzioni, è possibile conseguire un miglioramento concreto nella gestione del rischio incendi. In particolare, il supporto tecnico fornito al personale comunale, con competenze cartografiche e GIS, ha permesso di ottimizzare la raccolta, l’analisi e la visualizzazione dei dati territoriali, rendendo più efficace il monitoraggio e la pianificazione delle azioni preventive.

 

Distanza temporale tra gli incendi e la pubblicazione del catasto dei soprassuoli percorsi da fuoco

La legge 353/2000 prevede la redazione del catasto dei soprassuoli percorsi da incendio, fondamentale per la gestione del post-incendio, impedire ogni speculazione e gli eventuali interventi di ripristino. Tuttavia, vi è spesso un significativo ritardo tra il momento dell’incendio e la pubblicazione ufficiale di questo catasto, che può arrivare a diversi mesi e talvolta più di un anno. Questo rallentamento non solo limita l’efficacia delle decisioni ambientali e amministrative, ma anche l’opportunità di una partecipazione attiva da parte della società civile, perché il quadro conoscitivo è disponibile troppo tardi rispetto all’evento, e i segni dell’incendio spariti dal terreno all’occhio di un semplice cittadino, e la memoria dell’incendio assume contorni rarefatti per cui andare a fare osservazioni puntuali sul catasto per il cittadino comune diviene del tutto impossibile.

 

Difficoltà di partecipazione dei cittadini nelle osservazioni sul catasto provvisorio

La legge prevede una fase di pubblicazione provvisoria del catasto, durante la quale i cittadini possono presentare osservazioni per correggere eventuali errori o imprecisioni. Tuttavia, la fase di osservazioni si apre mesi, e talvolta ben oltre un anno, dalla data dell’evento, sovente senza il supporto di una cartografia digitale del catasto incendi, attraverso una distribuzione decentralizzazione che rende difficile reperire i catasti provvisori, e con procedure per sottoporre osservazioni che non sono chiare ai cittadini.

La tardiva disponibilità del catasto incendi provvisorio, che arriva mesi, o anche un anno dopo l’incendio, implica che il cittadino interessato a effettuare osservazioni puntuali si trova nella condizione di non poter contare su elementi oggettivi: i segni visibili del fuoco, infatti, tendono a scomparire rapidamente in seguito alla ricrescita della vegetazione e alle dinamiche naturali di rinnovazione, mentre la memoria dell’evento diventa progressivamente più imprecisa. Di conseguenza, la possibilità per la popolazione di contribuire con valutazioni accurate e rilevazioni sul campo si riduce drasticamente, minando l’efficacia degli strumenti di controllo civico e la concretezza della partecipazione ambientale. In assenza di rilievi tempestivi, dunque, l’osservazione diretta da parte dei cittadini può risultare poco attendibile e difficilmente integrabile nei processi di aggiornamento e verifica del catasto incendi.

Oltre alle difficoltà operative e tecniche, un ulteriore ostacolo significativo è rappresentato dalla scarsa diffusione e comprensione dello strumento del catasto incendi tra i cittadini. È necessario interrogarsi su quanti cittadini siano effettivamente a conoscenza del catasto, ne comprendano l’importanza e riconoscano il suo valore strategico nella prevenzione e nel contrasto agli incendi boschivi, e quindi proseguire attività di informazione e sensibilizzazione. 

Infine la questione dell’accessibilità: l’elenco provvisorio del catasto è spesso poco accessibile al pubblico e le procedure per l’invio delle osservazioni non risultano chiare, impedendo una partecipazione efficace e consapevole. Il catasto e’ spesso disponibile solo in forma tabellare (vedi esempio nell’immagine sottostante), limitandone la sua fruizione e quindi la possibilità di osservazione solo a cittadini più esperti. 

In conclusione la mancanza di una cartografia digitale del catasto incendi, la decentralizzazione della sua pubblicazione, la difficoltà di reperire i catasti provvisori, le complessità procedurali nel presentare osservazioni e la scarsa comunicazione sul tema sono fattori che ne riducono notevolmente l’efficacia, indebolendo significativamente lo strumento. Per garantire il funzionamento del catasto è indispensabile procedere alla sua digitalizzazione, rendendolo facilmente accessibile e reperibile. È inoltre necessario migliorare la comunicazione verso i cittadini e semplificare le procedure di partecipazione, al fine di favorire un coinvolgimento effettivo e consapevole della comunità nell’aggiornamento e nel controllo delle aree percorse dal fuoco. Solo così si potrà rafforzare la trasparenza, la partecipazione civica e, di conseguenza, l’efficacia delle azioni di prevenzione e tutela del patrimonio naturale.

 

Mancanza di trasparenza e punto centrale informativo

La legge non sancisce l’obbligo di un punto centrale di raccolta e divulgazione delle informazioni relative agli incendi boschivi, considerazioni sulle aree coinvolte, e sulle fasi di monitoraggio e ricostituzione. Tale carenza aggrava la mancanza di trasparenza nei processi di gestione, rendendo praticamente impossibile per i cittadini accedere facilmente e in modo completo alle informazioni necessarie per un’efficace partecipazione. La frammentazione dei dati tra enti diversi e la loro difficile reperibilità costituiscono un ostacolo importante alla democrazia ambientale.

 

Carenza di mappe digitali consultabili online

L’unica concreta risorsa digitale è il Sistema Informativo Forestale (SIF) della Regione Siciliana, curato dal Comando del Corpo Forestale regionale. Una piattaforma informatica che raccoglie, gestisce e rende disponibili i dati relativi al patrimonio forestale e agli incendi boschivi. Attraverso interfacce WebGis, il SIF consente la visualizzazione delle aree percorse dal fuoco. Il sistema viene aggiornato con cadenza annuale e costituisce una delle fonti per la preparazione dei catasti incendi comunali. 

Tuttavia il SIF è, e tale deve essere, uno strumento per addetti ai lavori, il quale non sopperisce alla mancanza di una piattaforma digitale centrale, aperta ai cittadini, che raccolga mappe georeferenziate e aggiornate, consultabili via web, dando informazioni in tempo reale su incendi e le superfici colpite. Questa mancanza limita la capacità dei cittadini di monitorare il fenomeno degli incendi e l’uso del territorio, diminuendo la trasparenza e l’efficienza complessiva del sistema di gestione incendi.

 

Controlli istituzionali e Comuni inadempienti

Un problema critico emerso riguarda il ritardo negli interventi sostitutivi da parte degli enti regionali nei confronti dei Comuni che non rispettano i tempi previsti dalla legge per l’aggiornamento del catasto. La normativa prevede che la Regione possa commissariare i Comuni inadempienti e adottare in via sostitutiva i catasti mancanti, ma nella pratica questi interventi spesso avvengono con notevole ritardo.

Questo comportamento rallenta ulteriormente la pubblicazione dei catasti e, di conseguenza, la possibilità di applicare tempestivamente misure di protezione, divieti e sanzioni. Il risultato è una catena di ritardi che compromette l’efficacia complessiva della gestione post-incendio, riducendo la capacità di intervento rapido da parte di Comuni, cittadini e associazioni e aumentando i rischi per il territorio e la sicurezza pubblica.

 

Sfide culturali e organizzative

Oltre alle difficoltà operative, emergono problemi legati alla cultura istituzionale. In molti Comuni il catasto incendi è percepito come un obbligo formale piuttosto che come strumento strategico per la gestione del territorio. La comunicazione tra Comuni, cittadini e istituzioni è spesso frammentata, con conseguente limitata integrazione della citizen science nelle procedure ufficiali e ridotto impatto delle piattaforme digitali sviluppate dal progetto.

Alcune idee per migliorare la strategia Siciliana di contrasto agli incendi.

I Cittadini al centro

La citizen science puo’ assumere un ruolo centrale nella gestione e nella prevenzione degli incendi boschivi, trasformando i cittadini in attori attivi del monitoraggio ambientale e della raccolta dati. Attraverso un coinvolgimento della cittadinanza possono migliorare la tempestività e la capillarità delle segnalazioni, ed è anche possibile favorire una maggiore consapevolezza e responsabilizzazione collettiva. 

La valorizzazione dei dati aperti e interoperabili, come promossa dalla direttiva (UE) 2019/1024 sull’Open Data e dal regolamento (UE) 2024/903 noto come ‘Interoperable Europe Act’, rafforza ulteriormente questa prospettiva. Tali normative europee impongono agli enti pubblici di rendere disponibili dati di qualità, facilmente accessibili e fruibili in formati aperti, garantendo l’interoperabilità tra sistemi e la possibilità di integrazione con piattaforme civiche e scientifiche. Inserire la citizen science in questo contesto facilita non solo la partecipazione attiva dei cittadini ma anche l’efficace utilizzo di tali dati da parte di enti, ricercatori e sviluppatori, migliorando la governance ambientale e la tutela del territorio contro gli incendi boschivi.

 

 

Mappatura in tempo reale

Superare la logica burocratica tradizionale del catasto incendi è essenziale per migliorare la gestione del fenomeno e garantire un controllo efficace del territorio. È necessario evolvere verso una mappatura in tempo reale delle aree incendiate, che integri i dati dei rilievi prescritti con informazioni satellitari aggiornate e altre fonti come i droni. Questo sistema dinamico consentirebbe a cittadini, forze dell’ordine e istituzioni di monitorare con tempestività le superfici colpite, prevenendo abusi e speculazioni sulle aree danneggiate. L’uso combinato di tecnologie di osservazione satellitare, come quelle del sistema europeo Copernicus e di monitoraggio aereo tramite droni, permetterebbe una visione immediata e dettagliata della situazione sul campo, rendendo possibile un’azione rapida e coordinata. Questa trasformazione digitale ridurrebbe i tempi di attesa tra l’incendio e l’aggiornamento ufficiale del catasto, favorendo una gestione trasparente, aperta e condivisa del patrimonio naturalistico, in linea con le esigenze di protezione ambientale e partecipazione civica.

 

Necessità di un portale regionale

Per migliorare la gestione e il controllo degli incendi boschivi in Sicilia è fondamentale disporre di un sistema informativo regionale che centralizzi in un unico portale tutte le informazioni rilevanti e le renda accessibili sia ai cittadini sia alle autorità competenti. Tale sistema dovrebbe integrare dati provenienti dal Sistema Informativo Forestale, dagli interventi della Protezione Civile, dal Corpo Forestale e dagli operai forestali, offrendo un accesso unificato in un formato digitale aperto, esportabile per ulteriori analisi e utilizzi da parte della comunità. Inoltre, deve facilitare l’accesso a immagini satellitari di fonti pubbliche, garantendo così un quadro scientifico aggiornato e completo del territorio regionale. Per ogni Comune dovrebbe essere disponibile l’elenco storico e aggiornato degli interventi e dei catasti dei soprassuoli percorsi dal fuoco, comprensivo dei relativi link alle mappe georeferenziate, facilitando così la trasparenza e la partecipazione informata dei cittadini. Il sistema dovrebbe anche offrire interfacce per l’interoperabilità e strumenti per l’esportazione dei dati in formati aperti, assicurando libertà di utilizzo, riuso e condivisione dei dati secondo licenze aperte, in piena conformità ai principi di trasparenza, partecipazione pubblica e accesso universale all’informazione. Questo approccio centralizzato garantirebbe non solo un’efficace governance del rischio incendi, ma favorirebbe anche il coinvolgimento attivo della comunità e un monitoraggio più tempestivo e accurato del territorio.

 

Osservatori dei cittadini:  il cittadino al centro del dialogo istituzionale.

L’istituzione di Osservatori dei cittadini rappresenta un passo fondamentale per porre il cittadino al centro del panorama istituzionale nella gestione del rischio incendi. Questi Osservatori, realizzati tramite protocolli d’intesa con le associazioni del terzo settore, possono facilitare il dialogo tra cittadini e istituzioni locali sul Catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco e la prevenzione degli incendi, rendendo trasparenti le informazioni e promuovendo la partecipazione civica per la tutela del patrimonio naturale e il contrasto agli incendi.

Gli Osservatori dei cittadini possono integrare le fonti dati ufficiali, come il Sistema Informativo Forestale, la Protezione Civile, il Corpo Forestale e i rilievi territoriali, con informazioni raccolte direttamente dalla comunità, immagini satellitari, per presentare mappature in tempo reale degli incendi. Queste mappe, disponibili e aggiornate costantemente, sono al centro delle informazioni rese accessibili ai cittadini, abilitandoli a partecipare attivamente al monitoraggio, alla prevenzione e al controllo del territorio incendiato. 

Tra le attività che gli Osservatori possono effettuare troviamo quindi: mappature del territorio colpito da incendi; pubblicazione di studi e analisi dati per informare la popolazione sulle misure di salvaguardia di persone, animali e beni; realizzazione di strumenti partecipativi per i cittadini e fare da punto di contatto tra cittadini e istituzioni. 

I dati raccolti e elaborati dagli Osservatori vengono trasmessi alle istituzioni competenti e resi accessibili alla cittadinanza, supportando un processo di governance più inclusivo e partecipato.

 

La Guardiania

Una parte significativa della mappatura dei gruppi attivi nella prevenzione degli incendi boschivi in Sicilia ha evidenziato la presenza di numerosi gruppi di guardiania territoriale. Dove questi gruppi sono operativi si registra una minore incidenza di incendi, confermando il ruolo cruciale della guardiania come strumento efficace di prevenzione. La proposta è dunque di valorizzare e rafforzare la «Guardiania del territorio» attraverso protocolli d’intesa tra l’Assessorato regionale per il Territorio e Ambiente, il Dipartimento regionale della Protezione Civile e le associazioni del terzo settore. Questi protocolli dovrebbero definire attività di controllo e monitoraggio dinamico, con il supporto e le indicazioni operative del Corpo forestale regionale, per assicurare una vigilanza continuativa e capillare del territorio. Inoltre, è importante prevedere coperture assicurative per tutelare l’incolumità degli operatori volontari impegnati nelle attività di guardiania. La Guardiania del territorio rappresenta, quindi, un presidio fondamentale per la prevenzione degli incendi boschivi, combinando la presenza attiva sul campo con il coordinamento istituzionale e garantendo così una protezione più efficace e diffusa del patrimonio naturale siciliano.

 

Il contrasto agli incendi colposi

Il contrasto agli incendi colposi passa anche attraverso la diffusione di buone pratiche agricole che riducano il rischio di innesco del fuoco. Gli Osservatori dei cittadini assumono un ruolo educativo importante, promuovendo tra gli agricoltori e le comunità rurali comportamenti corretti come l’esecuzione controllata degli abbruciamenti, la realizzazione di fasce tagliafuoco e l’uso di attrezzature adeguate e dotate di estintori portatili. Queste buone pratiche includono inoltre la gestione del terreno per ridurre il carico di materiale combustibile, il divieto di accendere fuochi in condizioni meteorologiche avverse e la necessità di informare preventivamente le autorità competenti. Grazie al ruolo formativo degli Osservatori, si favorisce una maggiore consapevolezza e responsabilità, elementi essenziali per prevenire incendi colposi e proteggere il territorio in modo sostenibile e partecipato.

L’Osservatorio dei Cittadini per gli Incendi è un progetto di Fenice Verde finanziato da Sicily Environment Fund.

Svolto con il patrocinio gratuito di:
Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Sicilia e della Presidenza della Regione Dipartimento per la Protezione Civile DRPC

Partner del progetto: Istituto Nazionale Superiore per la Formazione Operativa Protezione Civile INSFO PCCoordinamento Operativo del Volontariato Regione Sicilia COV, Comune di Carlentini , Comune di San Mauro Castelverde